L’abate Desiderio,
consapevole che una politica ostile ai nuovi nobili avrebbe minato l’autorità e la vita
del monastero, assume il ruolo di mediatore tra Normanni, Papato e imperatori di
Germania e di Bisanzio. Da parte normanna c’è un atteggiamento di rispetto nei confronti
dell’abbazia cassinese e una serie di donazioni rappresentano il pegno per la politica
filonormanna di Desiderio. I rapporti tra Normanni e Chiesa diventano sempre più forti,
soprattutto dopo la sconfitta del papa a Civitate. Le conseguenze, d’altra parte, sono
evidenti anche nelle strette relazioni esistenti tra le nuove unità amministrative e le
diocesi.
Elementi importanti per la storia del Molise in epoca normanna sono le vie di
pellegrinaggio che attraversano la regione sia in senso n-s (lungo le antiche vie
tratturali, sia in senso w-e lungo le valli fluviali). Nella valle del Trigno viene
fondata dai benedettini la chiesa di S.Maria nei pressi di una villa romana mentre alla
foce del fiume fino al 1125 esiste il monastero di S. Stefano in rivo maris; nella valle
del Biferno la badia di Casalpiano viene costruita in un’area di antiche testimonianze
di epoca romana; nella valle del Fortore la chiesa di S.Maria di Melanico è costruita
non lontano dei resti di una villa romana. I flussi di traffico sono diretti soprattutto
al santuario di Monte S. Angelo sul Gargano, dove la tradizione colloca uno dei primi
incontri (1015) tra i Normanni reduci dalla Terrasanta e un gruppo di nobili pugliesi
decisi a liberarsi dal dominio bizantino.
I Normanni, con la protezione della Chiesa conquistano buona parte dell’Italia
meridionale e nella guerra siciliana contro i musulmani manifestano già i caratteri di
un movimento crociato. Uno dei frutti della prima Crociata è la conquista di Antiochia
(1098) ad opera di Boemondo, figlio di Roberto il Guiscardo, e la formazione del primo
principato crociato in Terrasanta. L’anno successivo, un ruolo importante avrà Tancredi
nella conquista di Gerusalemme.
Le grandi abbazie
L'architettura
sacra
